Ci sono romanzi che parlano di spiritualità senza assumere i toni del saggio o del manuale di crescita personale. TUTTO BENE A PARTE IL KARMA (Mauribbo Editore, 2026), il nuovo libro di Mauro Righi, sceglie invece la strada della narrativa, dell’ironia e della quotidianità, trasformando temi complessi come il karma, la reincarnazione e il libero arbitrio in una storia capace di divertire e, al tempo stesso, far riflettere.
Il protagonista è Giorgio Vitali, cinquantun anni, un impiego nel settore dei laminati plastici, un matrimonio con Valeria e un’esistenza che sembra procedere secondo schemi consolidati. Ma dietro quella normalità si cela un’insoddisfazione silenziosa, destinata a emergere quando eventi inspiegabili iniziano a incrinare il suo equilibrio. Presenze enigmatiche, ricordi che sembrano appartenere ad altre vite e coincidenze sempre più significative aprono uno spiraglio su una realtà diversa, costringendolo a interrogarsi sul significato della propria esistenza.
La forza del romanzo risiede proprio nel modo in cui affronta questi temi. Righi evita accuratamente ogni forma di dogmatismo: non propone verità assolute né percorsi iniziatici, ma accompagna il lettore dentro le domande che ciascuno, prima o poi, si trova ad affrontare. La dimensione spirituale convive così con il lavoro, la vita di coppia, gli amici, un gatto e le piccole fatiche della quotidianità, in un equilibrio narrativo che rende credibile anche ciò che, sulla carta, potrebbe apparire straordinario.
«Ho cercato di raccontare la spiritualità come una domanda, non come una risposta. Nessun guru, nessuna verità assoluta: soltanto un uomo che prova a capire come vivere meglio la propria vita», spiega l’autore. Ed è proprio questa dichiarazione d’intenti a sintetizzare l’anima del romanzo, che invita alla riflessione senza mai rinunciare al sorriso.
La scrittura è scorrevole, ricca di dialoghi e situazioni che alleggeriscono la componente più introspettiva. L’ironia non è un semplice espediente stilistico, ma diventa il linguaggio attraverso cui affrontare paure, cambiamenti e contraddizioni dell’esistenza. Ne deriva una commedia esistenziale che riesce a parlare di temi profondi mantenendo un tono accessibile e coinvolgente.

La formazione dell’autore (laureato in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e consulente nel settore del procurement) affiora nella costruzione dei personaggi, delineati con sensibilità psicologica e privi di qualsiasi eroismo artificiale. Giorgio è un uomo comune, con le sue fragilità e le sue incertezze, ed è forse proprio questa normalità a renderlo un protagonista in cui molti lettori potranno riconoscersi.
Dopo ANCHE A BUDDHA OPIACE IL BLUES, Righi prosegue una ricerca narrativa personale che mette al centro il bisogno di significato senza perdere il contatto con la realtà. TUTTO BENE A PARTE IL KARMA conferma questa direzione, proponendo una lettura che alterna leggerezza e profondità con naturalezza.
Più che offrire risposte, il romanzo invita a coltivare le domande. E suggerisce che il cambiamento, per quanto destabilizzante, possa rappresentare l’occasione per guardare la propria vita da una prospettiva diversa. Un libro dedicato a chi ama le storie che sanno intrattenere senza rinunciare alla riflessione e che dimostra come anche i temi spirituali possano essere raccontati con ironia, umanità e una buona dose di autoironia…








