Dieci anni senza Luca Boneschi. Il Giornalismo lombardo lo ricorda per il grande contributo alla tutela dei cronisti e della loro autonomia

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Il 13 ottobre 2016 ci lasciava Luca Boneschi, avvocato giuslavorista (e non solo) di grande valore, uomo di cultura e di profonde convinzioni civili, legato all’Associazione Lombarda dei Giornalisti, per la cui categoria si è battuto a lungo, difendendo i diritti dei giornalisti nei confronti degli editori.

Insieme a Mario Fezzi, Boneschi ha creato un servizio legale su misura per le redazioni lombarde, trasformando il diritto del lavoro in uno strumento concreto di difesa della libertà e della dignità professionale. La sua eredità vive ancora oggi nella Scuola di alta formazione AGI, che porta il suo nome.

La sua professione, dunque, non fu mai soltanto un mestiere, ma uno strumento per tutelare i più deboli, affermare i diritti e dare concretezza alle proprie idee. La passione per la libertà, il rigore intellettuale e l’intransigenza sui principi ne hanno accompagnato l’intero percorso umano e professionale.

A dieci anni dalla sua scomparsa, resta il ricordo di un avvocato che ha saputo coniugare competenza e impegno civile, senza rinunciare alle proprie convinzioni. Un uomo che ha lasciato un segno nella comunità professionale e in quanti, come me, hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarne le qualità.

Ricordare Luca Boneschi, oggi, significa anche rendere omaggio a un modo di intendere la professione forense come servizio alla giustizia, alla libertà e alla dignità delle persone. Valori che non invecchiano e di cui si sente ancora profondamente il bisogno…

Ermanno Accardi (giornalista, scrittore ed editore)