Milano corre contro il bullismo: 1.500 partecipanti all’Idroscalo per la prima DEICHMANN HERO BEAT RUN, una giornata di sport, musica e inclusione

Milano sport e tempo libero • News

Written by:

Una giornata aperta a giovani, adulti e famiglie per sensibilizzare sul bullismo e sul cyberbullismo, con le testimonianze di chi ha vissuto l’esclusione e ha scelto di trasformarla in una storia di riscatto.

Sabato 3 ottobre l’Idroscalo di Milano si è trasformato in un grande spazio di incontro, sport e sensibilizzazione. A portare in pista 1.500 persone è stata la prima edizione della DEICHMANN HERO BEAT RUN, la fun race non competitiva di 5 chilometri nata da un progetto di responsabilità sociale fortemente voluto da DEICHMANN Italia per accendere i riflettori sul tema del bullismo e del cyberbullismo.

Non una gara nel senso tradizionale del termine, ma un’esperienza collettiva aperta a tutte le età. Giovani, adulti e famiglie con bambini hanno condiviso lo stesso percorso e, soprattutto, lo stesso messaggio: nessuno deve essere lasciato indietro.

L’obiettivo era infatti andare oltre la dimensione sportiva. Correre insieme è diventato il modo per parlare di inclusione, rispetto e partecipazione, trasformando una giornata di festa in un’occasione concreta per riflettere su un fenomeno che continua a coinvolgere molti giovani.

Dalla musica alle testimonianze: il coraggio di parlare

A dare ritmo alla giornata è stata Discoradio, con gli speaker Samara Tramontana e Fabrizio D’Alessio e i dj della radio partner, protagonisti sul palco del Music Village e lungo il percorso.

Ma il momento più significativo è stato quello dedicato alle testimonianze.

Prima della partenza, sul palco sono saliti Giuseppina Filieri, Presidente di Fondazione Libra ETS, Paola Bianchi Bosisio, Responsabile Marketing di DEICHMANN Italia, e gli ambassador della Fondazione Anis Jerbi, Annalisa Degan, Marco Matteazzi e Jerry Hasani.

Al centro Paola Bianchi Bosisio – responsabile marketing Deichmann Italia

Sono giovani che hanno vissuto il bullismo sulla propria pelle e che hanno scelto di trasformare un’esperienza dolorosa in una possibilità di riscatto. Le loro storie hanno portato il pubblico a confrontarsi con le conseguenze dell’esclusione e, soprattutto, con l’importanza di non rimanere in silenzio.

È proprio questo uno degli aspetti che ha caratterizzato la HERO BEAT RUN: la volontà di mettere al centro non soltanto un tema, ma le persone e le loro esperienze.

15.000 euro per Fondazione Libra ETS

La manifestazione ha avuto anche una concreta ricaduta sul territorio. DEICHMANN devolverà 15.000 euro a Fondazione Libra ETS, a sostegno dei progetti dell’organizzazione impegnata nella prevenzione del disagio giovanile e nel contrasto a bullismo, cyberbullismo e violenza di genere.

Un contributo che dà continuità al messaggio della giornata, trasformando la partecipazione dei 1.500 iscritti in un sostegno concreto alle attività rivolte ai giovani.

«Il bullismo nasce nelle relazioni e nel bisogno di appartenenza, alimentato dalla paura di essere esclusi o considerati diversi», ha sottolineato Giuseppina Filieri, Presidente di Fondazione Libra ETS, ricordando come la prevenzione passi anche dalla capacità di ascoltare e di prendersi cura delle proprie comunità.

Quando lo sport diventa uno strumento di inclusione

A sostenere il progetto fin dalla sua nascita anche NIKE, Main Sponsor dell’iniziativa, presente con l’obiettivo di promuovere un maggiore accesso dei più giovani allo sport e rafforzare, attraverso il movimento, la fiducia in sé stessi.

La HERO BEAT RUN è stata realizzata con il supporto organizzativo di WAP – We Are Production, insieme agli sponsor, ai partner e alle realtà istituzionali e associative che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, come la Regione Lombardia, la Città Metropolitana di Milano, la Città di Segrate e il Coni – Comitato Regionale Lombardia.

Il risultato è stato quello di una giornata partecipata, nella quale sport e intrattenimento sono diventati strumenti per affrontare un tema delicato senza rinunciare alla dimensione della condivisione.

Per una prima edizione, 1.500 persone all’Idroscalo rappresentano soprattutto una comunità che ha scelto di esserci. Per correre, divertirsi, ascoltare storie vere e prendere posizione contro il bullismo. Perché, come suggerisce il nome stesso dell’iniziativa, essere “eroi” non significa necessariamente compiere gesti straordinari. A volte significa semplicemente scegliere da che parte stare: quella del rispetto, dell’inclusione e di chi non deve sentirsi solo.