La nuova Cittadella degli Archivi, il più grande polo archivistico cittadino d’Europa. Tecnologia avanzata, digitalizzazione e 200 chilometri lineari di documenti

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Nasce la Nuova Cittadella degli Archivi, un’infrastruttura unica in Europa che porta la capacità complessiva del polo archivistico comunale a 200 chilometri lineari di documenti, rendendolo il più grande archivio cittadino d’Europa, secondo solo a quello di Parigi (che è però archivio nazionale).

Con l’inaugurazione del nuovo impianto meccanizzato di via Gregorovius al civico 7, nel cuore del quartiere Niguarda, la nostra città compie un salto di scala nella gestione, conservazione e valorizzazione della propria memoria documentale.

Protagonista del nuovo impianto è “Ansperto”, il robot archivista di ultima generazione che affianca “Eustorgio”. La scelta del nome non è casuale: Ansperto, vescovo milanese del IX secolo, fu protagonista di una stagione fondamentale per la conservazione e la diffusione del sapere, chiamando a Milano i monaci irlandesi ad ampliare e consolidare lo Scriptorium Ambrosianum, facendone uno dei grandi centri di copiatura e trasmissione dei testi antichi. Un richiamo che, idealmente, lega la missione contemporanea della Cittadella a una tradizione millenaria.

Dal punto di vista tecnologico, la nuova Cittadella degli Archivi si colloca ai massimi livelli internazionali. Il nuovo impianto garantisce condizioni ottimali di conservazione grazie a sistemi avanzati di climatizzazione controllata e ambienti deossigenati con azoto, che eliminano il rischio di incendi e di formazione di muffe della carta. Sono state realizzate vasche di raccolta dell’acqua progettate per resistere a eventi estremi come alluvioni e allagamenti, mentre la movimentazione automatizzata dei faldoni avviene ad alta velocità, con livelli di precisione e sicurezza elevatissimi.

Parallelamente, il sito investe con decisione nella sfida della digitalizzazione. Sono stati installati dei nuovi scanner ad altissima tecnologia per la riproduzione dei documenti e sistemi innovativi di tracciatura basati su NFC e RFID, che consentono una gestione avanzata e trasparente dei flussi documentali.

Fondamentale sarà, inoltre, il proseguimento della collaborazione con le università milanesi, partner preziosi ed essenziali nella valorizzazione del patrimonio documentale e nel dialogo fra ricerca e innovazione.
L’ampliamento di Cittadella consente oggi al Comune di considerare sostanzialmente risolta la gestione dei propri archivi cartacei, aprendo una nuova fase, ovvero quella della messa a disposizione di spazi e competenze per l’intero territorio metropolitano. Sono infatti già numerose – e in continua crescita – le richieste da parte di istituzioni culturali, fondazioni, enti e realtà associative, spesso custodi di patrimoni documentali di grande valore storico e sociale ma non di spazi adeguati per conservarli, a conferma di un “boom archivistico” che vede i poli di conservazione protagonisti della vita culturale contemporanea.

In questo contesto, il polo intende rafforzare la propria vocazione culturale, confermandosi non solo come infrastruttura amministrativa ma come sito che offre servizi e opportunità di interazioni e aggregazione per il quartiere. Un risultato che arriva a valle di un percorso avviato negli ultimi anni, durante i quali l’Archivio del Comune si è affermato come uno dei più avanzati e vivaci nel panorama internazionale, capace di coniugare innovazione tecnologica, efficienza amministrativa, ma anche grande apertura culturale e artistica.

(A cura dell’Ufficio Stampa del Comune di Milano)