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Dalla finestra di un hotel che domina le luci di Bangkok, Fabio riceve una telefonata inattesa: alla So.Cer., la fabbrica dove ricopre una carica ammi-nistrativa, circolano voci inquietanti. La multinazionale che controlla l’azienda starebbe per chiudere uno stabilimento in Italia, e proprio il loro di Novate sembra il primo candidato.
Nel giro di poche settimane, i sospetti trovano conferma, nonostante le ce-lebrazioni aziendali e le nuove linee produttive: l’attività verrà trasferita a Torino.
Lucia, operaia, sceglie da subito di non arrendersi, cercando di tenere compatta la forza lavoro. Attorno a lei si muovono figure incerte, a volte ti-mide, a volte aggressive, spesso semplicemente sfiduciate.
Il motore umano racconta la crisi di una comunità di periferia, dove tute blu, sindacalisti e dirigenti attraversano giorni di lavoro e protesta, tra speranze fragili e disillusioni inevitabili. La vertenza si intreccia con amori imprevisti, malattie, fughe e presidi ai cancelli, componendo il ritratto corale di una re-sistenza ostinata e precaria.
Nelle pieghe della vicenda emerge una certezza: il motore della vita non è la fabbrica, né il denaro, ma sono le persone stesse e la loro capacità di restare insieme.

“Scrivere Il Motore Umano è stata un’esperienza nuova e appagante”, afferma Lorenzo Zucchi. “In pratica, è stato come creare la sceneggiatura a partire da un soggetto che mi era stato fornito da Paolo Mansolillo. In fondo tutta la mia produzione è sempre molto cinematografica, con capitoli che sono scene teatrali o mini atti, in cui cambiano le ambientazioni e i personaggi. Qui in particolare, essendo il romanzo corale, mi sono sbizzarrito a raccontare le vicende principali spesso tramite voci secondarie, che non sono sulla scena. Questo mi serve anche per raccontare non solo una storia, come in certa narrativa, ma tante realtà che si intersecano l’una con l’altra, come nella realtà. Ho aggiunto elementi di intrattenimento alla trama per renderla fresca e appagante per ogni lettore, ma senza trascurare il messaggio sociologico che è stato alla base della sua stesura. Come sarà venuto? Ora attendiamo il parere dei lettori”.
“LA STORIA E’ CRONACA PER CHI L’HA VISSUTA E ROMANZO PER CHI LA LEGGE. Questa frase, voluta dal nostro editore Luca Malini e posta in chiusura della quarta di copertina, accompagna il libro”, aggiunge Paolo Mansolillo. “Ma per noi non è solo una suggestione letteraria: è una verità che attraversa la carne viva. La vicenda a cui si ispira il romanzo – quella della Fpt Industrial di Pregnana Milanese – non è soltanto un fatto industriale o sindacale. È stata un’esperienza che ha lasciato un segno profondo in me e nei miei ex colleghi: un vuoto difficile da colmare, un dolore improvviso, come un pugno allo stomaco che toglie il respiro. Ci sono ferite che il tempo non cancella. Restano sulla pelle, nella memoria, nel modo in cui guardi il lavoro e la vita. Questo libro nasce anche da lì: dal bisogno di raccontare, di trasformare quella ferita in una storia che possa essere condivisa, compresa e, forse in parte elaborata”.
BIOGRAFIE
LORENZO ZUCCHI, AUTORE DEL ROMANZO
Nato a Parma nel 1973, laureato in statistica a Bologna, vive da più di vent’anni a Milano.
Grazie a Edizioni Underground? ha estratto dal cilindro l’esordio con la Trilogia delle bandiere (Quante bandiere hai?, Bandiere per Tutti e Giochi senza Bandiere), raccolte autobiografiche di racconti di viaggio in giro per il mondo pubblicate dal 2020 al 2023. Iniziando a sperimentare ha poi proposto La stagione dei grandi amori (Amazon KDP), romance corale scritto a quattro mani con Gaia Valeria Patierno, e Quel che resta della memoria (Milano Meravigliosa), romanzo breve biografia del nonno paterno internato in un campo di lavoro nel 1943. Nel 2024 è stato pubblicato il thriller-horror I film belli li danno solo di notte (Edizioni Underground?), piccolo cult della sottocultura, mentre nel 2025 hanno visto la luce prima il romanzo sociale con venature storiche ambientato in Romania Un’altra volta sabato (Villaggio Maori Edizioni) e poi il romanzo psicologico-onirico che narra il lockdown Prigionieri del nostro destino (Edizioni Underground?). Viene soprannominato il “cronista dell’invisibile” per la sua capacità di raccontare le storie da punti di vista marginali, facendo emergere il sommerso.

PAOLO MANSOLILLO, CURATORE DELL’INTERA PUBBLICAZIONE
Nato a Foggia nel 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, è da sempre un grande cultore della fotografia. Si è formato con l’aiuto di vari professionisti dell’immagine, interessandosi all’inizio di paesaggi, sport e natura, per poi arrivare alla sua vera passione, la moda. Oggi guarda con ambizione al proprio futuro, lavora a diversi progetti, pubblica servizi fotografici su varie riviste internazionali, si sta formando nelle tecniche di realizzazione video per la cura e lo sviluppo del suo canale YouTube. Il 28 aprile 2022 ha pubblicato “Mani”, il suo primo libro fotografico. Il 27 ottobre 2022 ha pubblicato la prima edizione di “Vite spezzate” per Calibano Editore. Questa pubblicazione è un viaggio nella memoria e nelle memorie attraverso una serie di testimonianze e un percorso fotografico in alcuni campi di concentramento e di sterminio, in particolar modo quelli di Auschwitz e Birkenau. Il 28 febbraio 2023 ha pubblicato “Storie Artigiane” per Edizioni Underground?. Questa pubblicazione racconta la memoria del lavoro artigiano, legato alle botteghe storiche e alle specificità territoriali italiane, che costituisce un modello di riferimento per esaltare il bello. L’11 novembre 2023 ha curato il libro “La Dedizione e la Cura”, per il sessantesimo della Fondazione Ferrario di Vanzago. Il 30 Settembre 2024 pubblica “Quello che le mani non dicono” per Edizioni Underground?. Questa pubblicazione è un viaggio nei borghi e nelle città d’Italia, attraverso il lavoro manuale degli artigiani. Il Primo Ottobre 2024 ha realizzato in coproduzione il suo primo film documentario dal titolo “Il Motore siamo Noi”, curando anche la regia e il montaggio. Il film documentario racconta in modo potente le storie di chi ha dedicato la propria vita alla FPT, un’azienda che ha rappresentato un punto di riferimento per l’occupazione nella zona del rhodense. Le immagini mostrano la quotidianità dei lavoratori, le sfide affrontate e le speranze per il futuro, rendendo evidente come la chiusura della fabbrica non sia solo una perdita economica, ma una ferita profonda nel tessuto sociale locale. Il 14 Dicembre 2024 ha realizzato, ideato e curato la regia del suo primo spot, “La Pianta”. Il 27 Settembre 2025 ha pubblicato la seconda edizione di “Vite spezzate, Memoria e testimonianza dai luoghi dell’orrore nazista” per Edizioni Underground?. Questa pubblicazione è un’opera corale, un cammino attraverso alcuni lager, esempi del più ampio universo concentrazionario: Auschwitz, Birkenau, Mauthausen e Gusen. Un cammino in cui ogni testimonianza è una luce nel buio della Storia, ogni pagina un tentativo di custodire ciò che non può essere dimenticato.
(Nell’immagine di copertina: Lorenzo Zucchi, autore de IL MOTORE UMANO)








