La candidatura del Generale Burgio a Sindaco di Milano per Futuro Nazionale ha innescato un dibattito surreale sulla opportunità che un militare assurga a tale posizione.
I militari italiani non vengono da Marte e quindi appartengono alla società che li ha espressi come tutti gli altri cittadini, considerarli degli alieni è un indice di pregiudizio probabilmente contratto guardando la filmografia americana.
Se un militare in congedo dovesse essere scelto dagli elettori per tale responsabilità non arriverebbe certo in divisa a far fare adunata in Piazza Duomo ai cittadini.
Così come un avvocato o un imprenditore o un magistrato o un accademico possono fare il Sindaco, che è una cosa che non appartiene alla loro carriera, non si capisce perché non possa farlo un dirigente militare.
La caserma è un luogo in cui si registrano delle condizioni particolari, è l’unico posto della Pubblica Amministrazione in cui si sa per certo chi comanda, cioè chi è responsabile. In caserma ognuno ha un ruolo ed un compito chiaro e ben specificato. In caserma si sa addirittura che posto dare ad ogni cosa. Si tratta di caratteristiche di organizzazione ed efficienza che sono rimarchevoli e che andrebbero estese a tutta la Pubblica Amministrazione.
I dirigenti militari hanno una preparazione e un’esperienza che nasce interdisciplinare perché nel corso della loro carriera hanno il compito di disimpegnare sia incarichi di comando che incarichi di staff. E non è una caratteristica da poco.
I militari sono tenuti a conoscere le lingue, a condurre la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, ad operare in situazioni diverse, anche estreme. I militari hanno l’imperativo categorico di assolvere ad ogni costo ai loro compiti. E non sono cose da poco.
Lo svolgimento di una campagna elettorale dovrebbe partire dai curriculum e dai programmi dei candidati, ma senza pregiudiziali o veti ideologici.
Tutti possono fare politica ed anche ai militari spetta l’esercizio di questo diritto, che è collegato all’esercizio della libertà di espressione così come previsto dalla Costituzione, sulla quale i militari giurano, a differenza di tutti gli altri.
Milano non è sicuramente una caserma, ma se tornasse ad essere una città un po’ più razionale, sarebbe tanto di guadagnato.
Francesco Cosimato (Generale di Brigata in congedo)








