Cento anni sono un secolo, ma per San Siro sembrano quasi una misura troppo piccola. Perché lo stadio milanese, inaugurato il 19 settembre 1926, non è stato soltanto il teatro delle partite di Milan e Inter: è diventato, nel tempo, uno dei simboli più riconoscibili della città e del calcio italiano.
A un secolo dall’inaugurazione, avvenuta il 19 settembre 2026, il “Meazza” si trova però davanti a una delle svolte più importanti della sua lunga storia: accanto al vecchio impianto sta prendendo forma il progetto destinato a sostituirlo.
San Siro nacque negli anni ’20 per iniziativa del Milan e fu inaugurato con un derby che l’Inter vinse 6-3. La struttura originaria, completata in appena tredici mesi, poteva accogliere circa 35mila spettatori. Nel corso dei decenni lo stadio è cresciuto insieme alla città e al calcio: negli anni ‘50 arrivò il secondo anello, mentre alla vigilia dei Mondiali del 1990 l’impianto fu profondamente trasformato con la costruzione del terzo anello e della caratteristica copertura.
Da allora San Siro ha ospitato partite memorabili, finali europee, incontri dei Mondiali del 1990 e alcuni dei più importanti concerti internazionali. È diventato, insomma, qualcosa di più di uno stadio. La sua architettura, le rampe, le torri e il profilo della copertura fanno parte dell’immaginario collettivo milanese. È anche per questo che la discussione sul suo futuro si è trasformata, negli ultimi anni, in un confronto che riguarda non soltanto il calcio ma il rapporto fra memoria, architettura e trasformazione urbana.
Oggi, tuttavia, il progetto di un nuovo impianto non è più soltanto un’ipotesi. Milan e Inter hanno completato nel novembre 2025 l’acquisizione dell’area di San Siro e dello stadio attraverso la società Stadio San Siro Spa, interamente controllata dai due club. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo stadio da circa 71.500 posti e una complessiva riqualificazione dell’area circostante.
La particolarità del progetto è che il nuovo impianto dovrebbe sorgere praticamente accanto al “Meazza”. Per consentire questa trasformazione, il piano prevede prima la realizzazione del nuovo stadio e successivamente la demolizione parziale dell’attuale San Siro. Una parte della struttura storica verrà conservata e rifunzionalizzata, mentre nell’area circostante troveranno spazio nuove funzioni urbane, commerciali e servizi, insieme a una significativa componente di verde pubblico. Il Comune ha previsto, nell’ambito della riqualificazione complessiva, anche 80mila metri quadrati di aree verdi da cedere all’Amministrazione Comunale.

Il calendario, almeno nelle intenzioni, è ormai abbastanza definito. Nel marzo 2026 il Comune di Milano ha avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica per il Piano Attuativo della Grande Funzione Urbana San Siro. A luglio, Comune e Regione Lombardia hanno poi approvato un accordo per coordinare e accelerare le procedure autorizzative, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione dell’iter entro l’estate 2027 e consentire l’avvio dei lavori nel secondo semestre dello stesso anno.
Il futuro, dunque, è già entrato nel presente. Nella stagione 2026/27, infatti, il pubblico di Milan e Inter sta già facendo i conti con una San Siro diversa: gli accessi e la viabilità intorno allo stadio sono stati riorganizzati proprio in funzione del cantiere destinato al nuovo impianto. I due club continuano a giocare al “Meazza”, ma il cambiamento è ormai visibile anche fisicamente.
Resta naturalmente una domanda: che cosa sarà San Siro quando Milan e Inter avranno la loro nuova casa? Il progetto non prevede semplicemente la cancellazione della memoria. Al contrario, una parte del “Meazza” sarà conservata e dovrà essere trasformata in uno spazio con nuove funzioni. Ma è evidente che, con la costruzione del nuovo stadio, il ruolo del vecchio impianto cambierà radicalmente.
È forse questa la vera sfida dei prossimi anni: riuscire a costruire il futuro senza cancellare un secolo di passato. San Siro è nato quando il calcio era ancora molto diverso da quello di oggi; ha attraversato generazioni, trasformazioni urbanistiche, grandi manifestazioni sportive e decenni di rivalità fra Milan e Inter. Ora si prepara a vivere la sua ultima, grande metamorfosi.
Il centenario, così, assume un significato particolare. Non è soltanto la celebrazione di uno stadio che ha compiuto cento anni, ma l’inizio di un passaggio di consegne. Da una parte c’è il “Meazza”, con la sua storia irripetibile; dall’altra un impianto nuovo, pensato per le esigenze economiche, tecnologiche e sportive del calcio contemporaneo.
Per Milano sarà una trasformazione urbana di grande portata. Per Milan e Inter sarà la ricerca di una nuova identità e di una struttura capace di competere con i grandi stadi europei. Per i tifosi, invece, resterà inevitabilmente una questione anche sentimentale: perché uno stadio può essere sostituito, ma i ricordi costruiti sugli spalti, sotto quelle torri e dentro quel catino, non si possono demolire.
E forse è proprio questo il destino più autentico di San Siro: cambiare forma, cambiare funzione, ma continuare ad essere, anche dopo il centenario, una parte inseparabile della storia di Milano…







