Un piccolo noir in una Milano bollente e appiccicosa stremata da un caldo asfissiante. Il Duomo con la sua foresta di guglie dove si nascondono figure di marmo misteriose e dall’aspetto inquietante, una donna glaciale dal fascino slavo che compare e scompare, Gabriele D’Annunzio con il suo ego smisurato e uno sfondo dove si intrecciano piccole meschinerie personali con grandi giochi di potere e di spionaggio. In questo scenario, la visita di Franz Kafka a Milano testimoniata dai suoi diari. Un fatto vero, da cui parte una storia del tutto immaginaria, che sfocia in un delitto atroce intorno al quale si intrecciano una possibile pista sessuale e un’altra legata a vicende di politica internazionale. Tra le vie di Milano con il Duomo, la Galleria, il vecchio Hotel Metropol, il Teatro Fossati, le Cinque Vie e con al centro del mistero sempre Kafka e la sua prodigiosa mente immaginifica, che però non scioglie nessun enigma. Anzi, ci sprofonda dentro…
“Qualche anno fa un amico che curava la collana “Genius loci” per l’editore Bolis mi chiese se avessi voglia di scrivere una storia che prendesse spunto da un luogo particolare, qualunque esso fosse: un museo, una chiesa, un bosco, una montagna, un ponte, un palazzo, la piazza o la via di una città”, rivela l’autore. “Pensai che la cosa migliore fosse quella di farmi aiutare da Franz Kafka, che nei suoi diari racconta la visita fatta a Milano nel 1911 e un singolare incontro con Gabriele D’annunzio avvenuto a Montichiari, vicino a Brescia, un paio di anni dopo. Nei due giorni milanesi uno degli episodi che colpì di più Kafka fu la vista di un singolare doccione durante la salita alle guglie del Duomo, che lui raccontava così: “Una doccia in forma umana alla quale sono sottratti la spina dorsale e il cervello affinché l’acqua piovana trovi una via”. Questi due episodi reali sono stati il pretesto per creare una storia del tutto immaginaria, spinto dal fascino per il vero che si mescola con l’invenzione. In una parola, il verosimile”.
BIOGRAFIA
Silvano Calzini è nato nel 1956 a Milano, dove tuttora vive e lavora nel mondo editoriale. Ama la Letteratura (quella vera), i grandi scrittori, Londra, lo Sport in generale e ha una naturale predisposizione per cose del tutto inutili, come scrivere romanzi in dieci parole e rivedere per l’ennesima volta vecchi film in bianco e nero.
(Nell’immagine di copertina: Silvano Calzini e il suo nuovo libro, pubblicato da Bolis Edizioni)








