Novant’anni di storia, di incontri, di servizi e di impegno al fianco dei giorna-listi. Ieri, l’Associazione Lombarda dei Giornalisti (ALG) ha celebrato un anniversario che racconta molto più della storia di un edificio: racconta l’evoluzione di una comunità professionale e di un’Associazione che, nel tempo, ha saputo rinnovare il proprio ruolo senza perdere il legame con le sue radici.
La sede milanese di viale Monte Santo 7 venne inaugurata il 31 ottobre 1936. Fu la quinta casa dell’Associazione, ma soprattutto rappresentò un passaggio importante: l’ALG fu la prima associazione di giornalisti ad avere una sede di proprietà, un progetto che traduceva in un luogo concreto l’ambizione di costruire uno spazio stabile per la categoria.
CINQUE SEDI E UNA STORIA LUNGA NOVANT’ANNI
Prima di arrivare in viale Monte Santo, l’Associazione aveva già cambiato indirizzo quattro volte. Le prime tre sedi si trovavano nel cuore della nostra città, nell’area tra la Galleria Vittorio Emanuele e il Duomo: la prima in via Santa Radegonda, la seconda in via Ugo Foscolo e la terza in via Silvio Pellico. La quarta fu, invece, in via Fratelli Gabba, a poca distanza dall’orto botanico di Brera.
La quinta sede, quella attuale di via Monte Santo al civico 7, nacque da un progetto più ampio, concepito per riunire sotto lo stesso tetto funzioni as-sociative, occasioni di incontro e spazi destinati alla vita quotidiana dei giornalisti. L’idea fu promossa da Carlo Ravasio e sostenuta dai finanzia-menti dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, che contribuirono a rendere possibile la realizzazione dell’edificio.
Il cantiere prese avvio il 29 luglio 1935, quando una ruspa iniziò a prepara-re il terreno in via Appiani, nell’area destinata al nuovo complesso. Il pro-getto architettonico era firmato da Giovanni Muzio, che aveva già realizza-to altri stabili nel Centro cittadino.
Poco più di un anno dopo, il palazzo era pronto per l’inaugurazione. La ce-rimonia del 31 ottobre 1936 si svolse alla presenza del giornalista Benito Mussolini, allora capo del governo e capo del Fascismo.
UN PALAZZO PENSATO PER I GIORNALISTI
L’edificio era interamente dedicato all’ALG e alle esigenze dei suoi asso-ciati. Ai piani inferiori trovavano spazio il sindacato e il Circolo della Stam-pa, luogo di ritrovo, confronto e socialità; ai piani superiori erano invece previsti appartamenti destinati ai giornalisti.
A novant’anni dall’inaugurazione, viale Monte Santo 7 conserva il valore di una casa comune, ma racconta anche la capacità dell’Associazione di evolversi. “In novant’anni sono passate da questa sede tante attività, espressione dei tempi e delle esigenze dei giornalisti”, ha commentato Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. “Si è passati dalla palestra per schermitori di livello olimpico, negli anni del Duce, al poliambulatorio e ai servizi legali, fiscali e sindacali che oggi met-tiamo a disposizione dei colleghi. È un pezzo di storia che continua”…
(A cura dell’Associazione Lombarda Giornalisti)
(Immagine di copertina tratta dal web)







