Al Teatro Grassi ESCAPED ALONE. Per la prima volta, in Italia, l’opera di Caryl Churchill sulla mezza età, interpretata dalla compagnia LACASADARGILLA

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Sotto il mutevole cielo di una fittizia quotidianità proiettato sullo sfondo, un ledwall semitrasparente dalle inquietati tonalità più scure intrise di spot pubblicitari sui grandi temi dell’oggi rielaborati con l’IA che, come una corrente alternata, trasmigra dalle tranquillizzanti tinte pastello alle tonalità più cupe, da una luce abbagliante al buio più totale – gli ambienti visivi sono di Maddalena Parise -, Sally, Vi e Lena, tre amiche di lunga data, si ritrovano in giardino in un pomeriggio d’estate per un tè insieme. A loro si unisce una nuova arrivata, la Signora Jarrett, con la quale si trovano subito in sintonia. Un discorso iniziato e poi interrotto da una di loro viene subito ripreso e continuato da un’altra e così avviene anche per un racconto: il tutto in un chiacchiericcio consueto, quasi prevedibile nella sua reiterazione, della mezza età, la fase della vita in cui Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, registi della pièce nonché anime della compagnia teatrale lacasadargilla, hanno collocato le quattro amiche. A dare corpo e voce allo “scandalo della mezza età”, e non della “vecchiaia”, come è nel testo originale di Caryl Churchill, Escaped Alone, scritto nel 2016 e ora rappresentato in Italia in prima assoluta, sono Caterina Carpio, Arianna Gaudio, Tania Garribba e Alice Palazzi, già protagoniste queste ultime due nel 2021 di un altro testo della stessa autrice, una delle massime drammaturghe inglesi viventi, L’amore nel cuore.

Un’età, la mezza età appunto, fase in cui si lotta in tutti i sensi contro la forza di gravità, un’età intrisa di paure, tabù, fragilità attraverso le quali le quattro amiche vivono il presente ma guardano al futuro in un continuo andirivieni verbale avanti e indietro nel tempo tra passato, presente e futuro fatto anche di pause silenziose ma dense di significato, nelle quali tentano di inserirsi i soliloqui della Signora Jarrett che, a metà fra il presagio e l’anatema, spaziano da crimini passati a difficili rapporti famigliari, a ipotetiche catastrofi, alla configurazione di una realtà che spaventa e che le altre non vedono o sono incapaci di vedere, uno sguardo gettato sul presente e sul futuro con il quale l’autrice scompagina certezze e abitudini non solo delle quattro amiche ma anche dello spettatore arpionando un presente non più rassicurante e quieto. Quello che stanno guardando sorseggiando il tè in tazze di porcellana è la fine loro o del mondo? O, peggio ancora, un’apocalisse imminente o futura? Non è dato sapere. Un contenuto greve ma esposto con calma e distacco quasi che il tutto fosse oltre i loro pomeriggi domestici. Mentre il sole svanisce avanza un tramonto che non è solo fisico ma metaforico, quello dell’Occidente al cui orizzonte si profila un mondo distopico. Individuo e cosmo in un continuo confronto dunque in Escaped Alone, ispirato a una citazione biblica dal Libro di Giobbe. Calorosi applausi alla fine per questo spettacolo coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano e dal Teatro di Roma, in scena al Piccolo Teatro Grassi fino a domenica prossima 8 febbraio.

Elisabetta Dente