Marina, grafica milanese, trentatré anni, accetta un incarico temporaneo a Roma. La capitale le appare da subito come un altrove in cui reinventarsi: un distacco dalla routine e dai fallimenti affettivi del passato, un’occasione per ridefinire la propria identità.
Si introduce in un piccolo universo di donne — Camilla, segnata dal lutto e dalle fatiche della maternità; Margherita, ironica e passionale; Makiyo, cosmopolita e indipendente — con cui intreccia relazioni di sostegno, competizione e complicità. Parallelamente, l’incontro con il tennis apre per Marina un percorso imprevisto ma fortemente voluto: prima Cesare, maestro irruento e sanguigno, poi Vanni, più introspettivo e filosofico, Stefano, carismatico e sfuggente e infine Alessandro, bello e dannato ma ‘sfigato’. Le lezioni in campo diventano specchio delle sue oscillazioni interiori: la ricerca di disciplina, la voglia di sedurre, il bisogno di misurarsi con un limite.
Roma, con la sua vitalità contraddittoria, fa da sfondo al romanzo: piazze e circoli sportivi, aperitivi nei quartieri popolari e scorci del centro, la metropolitana affollata e i pomeriggi assolati ai campi da tennis. Ogni incontro diventa occasione per Marina di interrogarsi sul proprio posto nel mondo, tra emancipazione femminile, fragilità affettive e desiderio di riscatto.
STORIA DI TUTTI I MIEI COLPI (Chiocciola Edizioni, 2026) è la storia molto attuale di una donna che cerca di riconoscersi attraverso i colpi sbagliati e i punti messi a segno, nel lavoro come nell’amore, in un continuo allenamento alla vita; un romanzo di narrativa femminile contemporanea che unisce vibrazioni da sport romance al sapore un po’ vintage del feuilleton.
‘Con questo romanzo torno a tematiche più leggere, dopo una serie di situazioni gravose come la pandemia, le notti di droga e alcool, una fabbrica che chiude”, afferma Zucchi. “STORIA DI TUTTI I MIEI COLPI rimane comunque un mio testo e quindi ha come primo obiettivo la critica alla società contemporanea nella speranza di farla progredire, o perlomeno di impedirle di regredire. I temi trattati sono tanti: lo sport come motivazione, la realizzazione professionale, la ricerca dell’amore, la sfida tra Roma e Milano, il bullismo, le relazioni interpersonali per esteso. Un romanzo primaverile perfetto per l’inizio dell’estate, con un break spaziale in Maremma, tanta malinconia e altrettanta ironia.’

BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Parmigiano di nascita, milanese d’adozione, Lorenzo Zucchi esordisce nel 2020 con la Trilogia delle bandiere (Quante bandiere hai?, Bandiere per Tutti e Giochi senza Bandiere), raccolte autobiografiche di racconti di viaggio in giro per il mondo pubblicate da Edizioni Undergound?. Poi si dedica ai romanzi: La stagione dei grandi amori (Amazon KDP), romance corale scritto a quattro mani con Gaia Valeria Patierno; Quel che resta della memoria (Milano Meravigliosa), romanzo breve biografia del nonno paterno internato in un campo di lavoro nel 1943; I film belli li danno solo di notte (Edizioni Underground?), piccolo cult thriller-horror della sottocultura; Un’altra volta sabato (Villaggio Maori Edizioni), romanzo sociale con venature storiche ambientato in Romania; Prigionieri del nostro destino (Edizioni Underground?), romanzo psicologico-onirico che narra il lockdown a Sesto San Giovanni; In attesa del mio nome (Villaggio Maori Edizioni), romanzo esistenziale sull’identità di genere nelle notti milanesi di alcol e droga; Il motore umano (La Memoria del Mondo), romanzo industriale sulle comunità che ruotano attorno alle fabbriche; Storia di tutti i miei colpi (Chiocciola Edizioni), narrativa femminile sullo sfondo del mondo dei circoli di tennis romani. È stato definito “il cronista dell’invisibile” per il suo dare voce sempre ad angolature marginali della società.








