Milano, torna l’ordinanza anti-movida: nuove regole fino all’autunno. I giovani sono contrari, i residenti dicono: “Finalmente si dorme”

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Con l’arrivo dell’estate torna puntuale anche il dibattito sulla movida milanese. Da ieri sono entrate in vigore le nuove ordinanze comunali che disciplinano la vita notturna in alcune delle aree più frequentate della città. Il provvedimento, destinato a restare in vigore fino all’inizio di novembre, introduce limitazioni alla vendita e al consumo di alcolici, all’utilizzo dei dehors e ad alcune attività commerciali nelle zone considerate più critiche sotto il profilo del rumore e della vivibilità urbana.

Le aree interessate comprendono diversi epicentri della movida cittadina: Navigli e Darsena, Brera, Cinque Vie, l’area di corso Como-Gae Aulenti, Nolo, Isola, Ticinese e altri quartieri caratterizzati da un’intensa frequentazione serale e notturna.

Tra le principali novità figurano il divieto di vendita di alcolici nei negozi e nei distributori automatici dalle 22.00, il divieto di asporto di bevande alcoliche da bar e ristoranti dalla mezzanotte e la chiusura anticipata dei dehors: all’una nei giorni feriali e alle due nei fine settimana e nei festivi. Previsti inoltre limiti per il commercio itinerante nelle aree interessate.

Come ogni anno, il provvedimento divide l’opinione pubblica. Da una parte ci sono i residenti, che da tempo denunciano notti insonni, schiamazzi, degrado e difficoltà nel conciliare il diritto al riposo con l’esplosione della vita notturna. Molti comitati di quartiere chiedevano da mesi un rafforzamento delle misure e considerano l’ordinanza un passo necessario per restituire qualità della vita a chi abita nelle zone più affollate.

Dall’altra parte si alzano le proteste di molti giovani e degli operatori del settore. Per i frequentatori della movida, le restrizioni rischiano di trasformare Milano in una città meno attrattiva proprio durante la stagione estiva, limitando occasioni di socialità e aggregazione. Anche alcuni esercenti temono ripercussioni economiche, sostenendo che il problema degli eccessi non possa essere risolto soltanto con divieti e limitazioni agli orari.

Il Comune rivendica invece la necessità di trovare un equilibrio tra interessi contrapposti: da un lato il diritto al divertimento e alla vitalità economica dei quartieri, dall’altro quello al riposo e alla sicurezza dei residenti. Un equilibrio difficile da raggiungere in una metropoli che negli ultimi anni ha visto crescere in modo significativo la frequentazione degli spazi pubblici nelle ore serali.

La discussione, insomma, è destinata ad accompagnarci per tutta l’estate. Per alcuni si tratta dell’ennesima stretta sulla vita notturna; per altri di una misura indispensabile per rendere più vivibili i quartieri della città. Come spesso accade, quando si parla di movida milanese, la vera sfida sarà trovare un punto di incontro tra il diritto di divertirsi e quello di dormire…

(Immagine di copertina tratta dal web)