Marco dell’acqua: “Milano ha un costo della vita elevato, però se ai super ricchi si vuol far pagare l’addizionale comunale come tutti i cittadini, per aiutare i più poveri, non va bene”

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Il dibattito politico è schizofrenico. Vale tutto e il contrario di tutto. Si procede per slogan e per chi grida più forte. La complessità è rimossa, nessuno ha più voglia di argomentare le proprie proposte. Studiare e approfondire è solo una rottura di scatole. Rivendicare l’ignoranza è un titolo di merito.

Non mi interessa indicare una parte politica piuttosto di un’altra. Noto che c’è una superficialità disarmante da parte di tutti. Certamente, però, chi è al governo ha maggiori responsabilità. Il tema delle tasse è, al tempo stesso, spinoso e fondamentale. Si va da chi sostiene che le tasse sono la cosa più bella del mondo a chi le indica come pizzo di Stato. Chi dice che vuole diminuirle e poi le aumenta. Qui non si tratta più di argomentare, ma di mentire.

L’evasione fiscale è enorme, c’è chi agli evasori strizza l’occhio e chi invece cerca di combatterli. Chi dice che bisogna abbassare le tasse agli imprenditori e chi ai dipendenti e ai pensionati. I primi pagano sulla base discrezionale di quello che dichiarano; i secondi pagano e basta (sono tassati alla fonte con aliquote molto maggiori rispetto ai non dipendenti). Tra quest’ ultimi, quelli tassati alla fonte, ci sono anche i super ricchi. Una percentuale della popolazione italiana dello 0,1%. Si è calcolato che un picco-lo incremento della loro aliquota porterebbe nelle casse dello Stato qualche miliardo di euro. Parliamo di persone che dichiarano le grandi cifre che guadagnano.

È bastato parlarne e il 99,9% che non ne sarebbe toccato è insorto sulla proposta. In soldoni, i più poveri difendono i privilegi dei più ricchi. Oltretutto in un mondo, o anche soltanto in una città come la nostra, dove le dise-guaglianze stanno crescendo e spaccando il patto sociale.

E qui si arriva al paradosso. Molti si lamentano che Milano ha un costo della vita e delle case elevato. È sicuramente vero. Però se dici che ai super ricchi, oltre la flat tax, vuoi fare pagare l’addizionale comunale (che pagano tutti gli altri residenti), le cui entrate favorirebbero progetti di inclusione dei più poveri, sei accusato di voler mettere le mani nelle tasche degli italiani.

Insomma, la solidarietà va bene se non dobbiamo pagarla noi. E se i poveri sono poveri, una ragione ci sarà. In definitiva, sono cazzi loro. Invece, basterebbe un piccolo, ulteriore contributo dei super ricchi (con una vera lotta all’evasione), per costruire case e calmierarne il costo, facilitando la vita di tutti quelli che hanno meno risorse.

Purtroppo, di fronte all’egoismo non c’è legge che tenga. Anzi, un certo tipo di politica soffia sul fuoco proprio dell’egoismo. Senza mai ricordarsi, però, che nascere in un punto del mondo o in un altro, non è un merito. È culo…

Marco Dell’acqua (giornalista e scrittore)