All’Acquario Civico la mostra di Andrea Manzitti A MILANO C’E’ IL MARE. Portolani e planisferi per offrire una nuova prospettiva dell’arte contemporanea

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Un viaggio nel colore e nei segni di rotte immaginarie secondo un codice cartografico unico, personalissimo, per aiutarci a ridisegnare i nostri orizzonti inconsci e a riscoprire il mondo che ci circonda. A MILANO C’E’ IL MARE è il titolo della nuova mostra di Andrea Manzitti, curata da Elisabetta Longari, in programma dal 31 gennaio al 3 marzo prossimi, all’Acquario Civico, in via Gerolamo Gadio. L’esposizione rappresenta un’affascinante esplorazione del legame profondo che l’artista ligure, autodidatta, ha con i viaggi e con il mare, entrambi fonti previlegiate d’ispirazione. L’intero percorso artistico di Manzitti, formatosi a Milano, dove nel 2022 si è diplomato in pittura all’Accademia di Brera alla bella età di 78 anni, ha infatti nell’acqua e negli spostamenti sul pianeta la propria espressività pittorica, così come suggeriscono anche i titoli quelli delle due precedenti personali: ISOLE, MAPPE E PORTOLANI (allo spazio milanese Scoglio di Quarto, nel 2021) e IN PRINICIPIO ERA IL MARE. SOLE, MAPPE E PORTOLANI (svoltasi questa estate al MUMA Museo del Mare di Genova). Manzitti, che si distingue per la sua abilità nell’uso di materiali non convenzionali, espone adesso trentasei opere fra portolani e planisferi, che non solo rappresentano una mappatura geografica immaginaria (reinterpretando carte nautiche di una volta), ma anche un viaggio artistico nella percezione del mondo e dei propri orizzonti mentali. Opere realizzate in acrilico e pasta di pomice grezza (quest’ultima dalla grande capacità di assorbimento e riflessione della luce), per un risultato che riflette perfettamente il bisogno, da parte dell’artista, di offrire un’espressione poetica veritiera e allo stesso tempo visionaria di quanto vuole rappresentare.


I portolani, realizzati lo scorso anno su carte cotone fatte a mano, dai bordi irregolari, da un’antica cartiera di Amalfi, rappresentano un’evoluzione dei precedenti lavori che portano lo stesso titolo. Questa volta, tuttavia, l’artista crea opere più pulite e leggere, eliminando le ampie strisce di colore delle prime composizioni. Un dettaglio importante, che evidenzia il bisogno di una continua e incessante ricerca artistica, sebbene su uno stesso tema, per dare forma a un discorso poetico in continuo divenire.
I planisferi, invece, sono opere ovali su carta indiana di cotone, che aggiungono un’ulteriore dimensione alla mostra e che evocano la sensazione di un mondo interconnesso attraverso i mari e le rotte di navigazione, dando una profondità ulteriore al discorso poetico.


Osservando i portolani e i planisferi di Andrea Manzitti si ha la netta sensazione che l’artista abbia vissuto da dentro ogni singola opera, che siano state realizzate “con i piedi nell’acqua”, così da dare forza alla narrazione di traiettorie e territori immaginari, invitando l’osservatore ad esplorare il suo mondo artistico e al contempo offrendo una prospettiva del tutto inusuale dell’arte contemporanea.


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