Al Teatro Menotti IL MONDO ATTORNO di Giuliano Scarpinato. La vita di un figlio con la presenza-assenza di due genitori magistrati

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Non basterebbe una vita intera per ricostruire GLI anni di vita vissuti in parallelo con gli anni di grande Storia, ma a Giuliano Scarpinato, drammaturgo e regista, diplomatosi attore nel 2009 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino (dopo essersi laureato in Lettere moderne nel 2006 all’Università di Palermo, con una tesi sul teatro di Pier Paolo Pasolini), sono bastati ottanta minuti di serrato racconto per rievocare, attimo dopo attimo, un’infanzia e un’adolescenza vissute nella costante presenza-assenza di due genitori, entrambi magistrati: Teresa Principato e Roberto Scarpinato. Gli anni vengono scanditi uno ad uno nella bella scenografia di Diana Ciufo, una montagna, ora parete domestica ora studio professionale, sulla quale vengono proiettate le favole dei cartoni animati del momento, che accompagnano il piccolo Giuliano nella sua crescita. E attorno le inchieste, gli interrogatori, le requisitorie che aleggiavano anche sulle pareti domestiche in forma di faldoni, migliaia di pagine da consultare o da scrivere, non al punto, però, da far decidere al bambino di intraprendere a sua volta la carriera statale, anzi: di fare sua un’altra strada, quella del teatro. Ed è stato proprio l’incontro con la drammaturga Lucia Calamaro (alla quale si deve la supervisione di questo testo) a suggerirgli di elaborare il suo vissuto, dando la consistenza di una struttura drammaturgica a quegli anni così tormentati e difficili che qui diventano IL TEMPO ATTORNO, in scena al Teatro Menotti fino a domenica prossima, 19 maggio.

1982, 1983, 1990, 1992, 1994, 1995 e poi via via la storia aggiunge altri anni, fino ad arrivare al “processo del secolo”, quello a carico dell’uomo più potente d’Italia, Giulio Andreotti. Il piccolo Giuliano deve crescere in fretta, teso fra l’amore dei genitori (qui sottolineato da “This is love”) e le attenzioni degli agenti della scorta che accompagnano i due genitori e assistono alla crescita del bambino, in un turbine di emozioni che si stemperano o si esaltano nell’ansia, nella gioia, nella paura, nella speranza. La memoria aiuta, la memoria serve a capire, a rileggere la vita, a porsi delle domande e forse a darsi anche delle risposte. La memoria non è mai inutile. Risuonano le note di “This is life”, mentre le luci si abbassano sull’ultima scena dello spettacolo: lì, dove tutto è cominciato. È lo sbocciare dell’amore fra Teresa e Roberto e l’inizio della loro futura vita di magistrati, Un applauso sincero a tutti gli interpreti e ovviamente a Giuliano Scarpinato, che di quest’opera è l’autore…

Elisabetta Dente

PER INFORMAZIONI:

www.teatromenotti.org