Al Carcano Vanessa Scalera è LA SORELLA MIGLIORE, un dramma familiare dove l’amore si scontra con il senso di colpa, in un vortice di sentimenti e riflessioni su quello che è giusto

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Giulia (Vanessa Scalera), Luca (Alessandro Tedeschi) e Sandra (Aurora Peres) costituiscono un triangolo amoroso di sorellanza e fratellanza. Ma lo rappresentano? Se lo chiede Filippo Gili, autore di questo atto unico di 90′ in scena al Teatro Carcano fino a domenica 19 aprile. E si interrogano sul senso e sul significato della parola amore anche gli spettatori chiamati a formulare un giudizio – se non un verdetto – sull’operato del fratello Luca, da Giulia, avvocato, la sorella maggiore, man mano che si snoda la vicenda alla quale assiste e prende parte, ma in disparte, avviluppata com’è fra bugie e rimorsi, la madre interpretata da Michela Martini. Non dovrà mai saperlo, dolo, riapertura del processo – che l’Avvocato Giulia è certa di ottenere al fine di una revisione della pena – e la perla di X sono le parole mantra che punteggiano l’intero atto. Amore, giustizia e senso di colpa sono i sentimenti cardine attorno ai quali ruotano tutti gli interrogativi suscitati dal fatto, primo fra tutti qual è fra Giulia e Sandra la sorella migliore? Forse Sandra, la sorella minore che, ignara della verità, ospita il fratello agli arresti domiciliari? Dismessi di recente (e, a suo dire, in via definitiva) i panni di Imma Tataranni sostituto procuratore, Vanessa Scalera si ritrova di nuovo al centro di un caso giudiziario. Nella penombra del dilemma se sia giusto o meno imporsi sulla vita del fratello Luca tacendogli una verità fondamentale che gli avrebbe alleviato quanto meno la pena morale o capirlo e accoglierlo ancora una volta nella speranza e nella fiducia che il vizio che lo ha dominato possa un domani tramutarsi in virtù? Da un lato dunque un senso di giustizia totale che si tramuta in punizione, dall’altro l’amorevolezza che, non applicata al momento del giudizio, potrebbe almeno adesso alleviare a Luca la pena morale. Un testo intenso che mette a nudo complesse dinamiche famigliari in un’altalena di sentimenti fra il rimorso, il non detto e reciproche accuse illuminati fra molti applausi a scena aperta dalla scabra recitazione di Vanessa Scalera, incisiva presenza fra teatro, cinema e tv, sottolineato dalla puntuale regia di Francesco Frangipane, da scene e costumi contemporanei, rispettivamente di Francesco Ghisu ed Eleonora Di Marco, e dalle musiche di Roberto Angelini. Alla fine calorosi e ripetuti applausi per tutto il cast.

Elisabetta Dente