Francesca Pesci: “Milano è la città ideale per i giovani, ma bisogna essere propositivi e credere nelle proprie possibilità”

Milano è femmina

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E’ giovanissima, avendo soltanto 25 anni (in questo caso l’età di una signorina si può rivelare) ed è praticamente nata in mezzo alle macchine fotografiche. Suo nonno e suo padre, entrambi fotografi amatoriali, le hanno infatti trasmesso la grande passione per gli “scatti” che le ha fatto intraprendere questa strada professionale difficile e faticosa, ma anche ricca di grandi soddisfazioni. Pur vivendo e lavorando, oggi, principalmente nel Pavese, Francesca Pesci è una delle “femmine milanesi adottive” che incarnano lo spirito della nostra città: dinamismo lavorativo e attenzione ai valori umani. “Quando da bambina ho ricevuto in regalo la mia prima “compatta”, mi sono detta che avrei fatto di tutto per diventare una fotografa professionista”, racconta Francesca. “E infatti ho compiuto la mia bella trafila scolastica fino ad ottenere il tanto sospirato diploma professionale all’Istituto Italiano di Fotografia. Poi, dopo una gavetta davvero molto formativa presso alcuni grandi studi del settore, ho finalmente aperto il mio studio personale a Casteggio, a pochi chilometri da Milano. Oggi mi occupo principalmente di reportage, matrimoni, ritratti, maternità e nascite. Mi piace molto raccontare storie personali, catturare le emozioni vere di chi sto fotografando. E mi piace descriverle attraverso le immagini di vita quotidiana, nelle quali la semplicità è un valore e i sentimenti sono protagonisti. Lo ritengo un grande privilegio”. Per la giovane fotografa Milano resta comunque un punto di riferimento fondamentale e irrinunciabile. “Ma perché Milano è la città più europea d’Italia”, afferma con sicurezza. “Qui ho avuto e ho tutt’ora la possibilità di crescere e confrontarmi con l’eccellenza del mio ambito professionale, sia in campo imprenditoriale che puramente artistico. Posso avere più facilmente contatti personali immediati, che ritengo ancora molto importanti nonostante “l’era social” in cui viviamo, mi muovo con facilità e trovo tutto quello di cui ho bisogno. MI piace molto la trasformazione che Milano sta mettendo in atto, sia dal punto di vista urbanistico-architettonico che da quello dell’interscambio di esperienze e opportunità. In fondo, il Pavese (e ride di gusto) è ormai la “Giargiania”, come direbbe il Milanese Imbruttito”. Insomma, Milano città europea e a misura di giovani. “Sì, però bisogna essere propositivi”, sottolinea Francesca. Le opportunità, come dicevo prima, non mancano e vedo che ultimamente nei confronti di noi giovani c’è molta più attenzione che in passato. Una delle caratteristiche positive di questa città è proprio quella del riconoscimento del valore e del talento, ma nessuno viene a cercarti. Devi esserci, proporti, avere nuove idee e soprattutto credere in quello che fai”.

La giovane fotografa pavese Francesca Pesci

Francesca Pesci ha la possibilità, lavorando nel mondo della fotografia, di immortalare situazioni che altrimenti andrebbero perdute. “Viviamo oggi più che mai nell’era dell’immagine, intesa nel senso compiuto della parola”, dice. Ogni notizia, ogni fatto, ogni post (parlando di social network) deve essere necessariamente accompagnato da una foto o da un breve filmato. Purtroppo, però, ci fermiamo pochissimo ad elaborare quello che vediamo. Pensa che la capacità di concentrazione umana dei nostri tempi è di soli sette secondi, mentre un pesce rosso riesce a restare concentrato per ben nove. Ti basti questo. Tutti possiamo scattare fotografie, abbiamo sicuramente uno smartphone o un apparecchio che ci permette di fermare l’immagine di quello che accade intorno a noi, ma il fotografo professionista, al di là delle competenze tecniche necessarie, è chiamato ad essere sempre più autoriale. Deve essere in grado di far capire anche senza mostrare, deve interpretare, capire e far comprendere l’immagine stessa. Saranno le immagini che resteranno e formeranno la memoria che lasceremo a chi verrà dopo di noi. Adoro le immagini in bianco e nero degli anni passati, mi permettono di viaggiare nel tempo e di provare le stesse sensazioni ed emozioni delle persone ritratte. Penso di far parte di uno straordinario osservatorio sulle vicende umane e spero di essere in grado di utilizzare nel migliore dei modi e di meritarmi questo grande privilegio”. Milano è al centro anche del grande fenomeno dell’immigrazione che coinvolge non soltanto l’Italia, ma un po’ tutta Europa.

 

Francesca Pesci pronta a scattare una nuova fotografia

E quando si parla di migranti non possono non venire in mente soprattutto i giovani, italiani e stranieri, che per un motivo o per l’altro lasciano i luoghi di nascita per arrivare nel capoluogo lombardo e cercare un futuro migliore, ma anche i giovani milanesi, che lasciano la nostra città per vivere nuove esperienze. “Sono fermamente convinta che compiere e condividere diverse esperienze culturali sia davvero molto utile, per la propria formazione personale e professionale”, chiosa infine la giovane fotografa pavese. “Lo provano soprattutto i ragazzi e le ragazze (e io sono tra quelli) che oggi viaggiano molto e hanno occasione di conoscere persone, luoghi e situazioni differenti tra loro. Milano però, come del resto tutta l’Europa, deve fare i conti con un flusso migratorio che se non controllato adeguatamente può perdere per strada quello che di buono può dare allo sviluppo culturale e sociale della città. Sinceramente non apprezzo molto i cambiamenti che stanno avvenendo in alcuni quartieri storici. Senza la giusta attenzione e un’efficace programmazione rischia di andare perduta una parte della memoria cittadina più autentica e sarebbe un vero peccato. Forse Milano non vuole mai invecchiare, sembra che non accetti lo scorrere del tempo. E’ una città piena di storia, antica e recente, ma è sempre giovane e scattante. Chissà, magari la Madonnina, guardando tutti noi da lassù, ci dice: “Dovete correre, non c’è tempo per diventare vecchi”…

Ermanno Accardi (giornalista e scrittore)

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