E’ a Milano il primo e unico Museo sulla Profumeria d’Epoca

Milano da scoprire

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Il Museo del Profumo, primo e unico Museo sulla Profumeria d’Epoca nel nostro Paese, nasce a Milano, culla della Profumeria d’Epoca, dopo approfonditi studi sull’argomento a cura di storici, giornalisti e operatori del settore.
Attraverso le più emblematiche opere della Profumeria: flaconi, ciprie, rossetti, calendarietti d’epoca e manifesti pubblicitari, il team del Museo narra la Storia delle antiche Case di Profumo internazionali, le leggende e i miti nati intorno ai protagonisti e agli artisti che hanno operato per la Profumeria, da René Lalique a Julien Viard, da Carlo Scarpa a Fulvio Bianconi, sino a Salvador Dalí. Racconta i misteri legati alle fragranze odorose e gli sviluppi della Profumeria che dalla fine del ‘700, quando uscì dalla bottega dell’artigiano per divenire industria, raggiunse ogni parte del mondo.
Il Museo pone in evidenza le rarissime opere di Fulvio Bianconi e Carlo Scarpa realizzate per le Case di Profumo Giviemme, Siade, BCD, gli emblematici esemplari di Profumo voluti da Giuseppe Visconti di Modrone, industriale tessile, artista e architetto per diletto, commediografo e attore per il divertimento degli amici, sposo di Carla Erba, divenuto improvvisamente Profumiere nel 1910, creatore di “Contessa Azzurra”, la fragranza più venduta in Italia sino al secondo dopoguerra, e l’essenza ‘Dimmi di sì’ ideata per Mata Hari, la scandalosa soubrette che portò lo spettacolo ‘I Segreti di Venere’ (con la ‘Danza dei sette veli’) alla Scala di Milano.
Il Museo del Profumo, divenuto in questi anni Centro Culturale di Studi sulla Profumeria, è frequentato da tutti coloro che amano l’Arte, la Storia e la Cultura del ‘900 -italiani e stranieri- che transitano nella nostra città, come pure da gruppi turistici e scuole; le nostre ricerche si sono rivelate preziose anche per storici e studiosi: per citarne solo alcuni, Giuseppe Conti Calabrese e il professor Giampiero Fumi , che nei loro volumi “I Visconti di Modrone” e “La Cassina de Duca” hanno più volte citato Giorgio Dalla Villa, direttore del Museo, e i suoi studi sulla Profumeria d’Epoca.

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