Allo Urban Center i racconti, i segreti e le curiosità delle fontanelle milanesi

Milano da scoprire

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“Ti offro da bere al Drago Verde”. No, il Drago Verde non è un locale milanese di tendenza: è semplicemente uno dei nomi con cui a Milano sono conosciute le fontanelle pubbliche dell’acqua potabile. Il capoluogo lombardo è da sempre in rapida evoluzione, una città che proietta nell’immaginario collettivo l’idea di modernità. Quello che emerge è però solo la punta dell’iceberg. Esiste infatti anche una Milano diversa, alternativa, tradizionale, ricca di storie inedite e di itinerari insoliti. Giovedì 18 aprile alle ore 18, allo Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele II (angolo Piazza della Scala), nove autori offriranno al pubblico una decina di racconti brevi ambientati intorno alle fontanelle milanesi.

Alcuni autori de “Il Drago Verde racconta”. Da sinistra: Giovanni Francavilla, Gian Luca Tavecchia, Maurizio De Filippis, Ermanno Accardi e Rino Morales

Fra questi, c’è anche il giornalista e scrittore Ermanno Accardi, che condurrà la presentazione insieme a Walter Cherubini, portavoce della Consulta delle periferie milanesi. I Draghi Verdi sono presenti nelle piazze e negli angoli più nascosti della città e consentono di richiamare alla memoria le vie d’acqua, le chiuse e i Navigli che attraversavano in passato il capoluogo lombardo. Una ricchezza sotterranea in grado di rifornire case, lavatoi e fontane considerata vitale dai milanesi. Le Vedovelle (l’altro nome delle fontanelle, chiamate così perché l’acqua che scorre in modo continuo ricorda una vedova inconsolabile, che piange la scomparsa del marito), rappresentano una testimonianza visibile di quei tempi e permettono di ricostruire storie e credenze popolari ormai dimenticate. Draghi verdi e Vedovelle (chiamiamole come più ci piace) sono presenti a Milano dal 1931.

La fontanella di Piazza della Scala, realizzata dall’architetto Luca Beltrami. E’ la più antica di Milano

Distribuite su tutto il territorio del Comune di Milano ce ne sono attualmente in funzione 565. Sono realizzate in ghisa, nel tipico colore verde ramarro. La prima fontanella è quella di Piazza della Scala (realizzata dal famoso architetto Luca Beltrami), che differisce dalle altre per il fatto di essere in bronzo. Le fontanelle non hanno il rubinetto; per questo, molti pensano erroneamente che generino un notevole spreco d’acqua. In realtà, la quantità erogata dalle fontanelle è irrisoria in confronto a quella distribuita dall’acquedotto milanese. A fronte, infatti, di un flusso totale istantaneo medio erogato di circa 7.500 litri al secondo l’erogazione di tutte le fontanelle è di circa 10 litri al secondo. Il flusso d’acqua continuo delle fontanelle, inoltre, non è utile soltanto per dissetarsi, ma svolge anche l’importante funzione di mantenere l’acqua sempre in movimento, preservandone la freschezza e la buona qualità in corrispondenza delle tubazioni terminali cieche, le cosiddette “teste morte”. In più, l’interruzione del flusso determinerebbe la stagnazione dell’acqua e contribuirebbe alla formazione di flora batterica attorno alla bocca da cui sgorga l’acqua. E l’erogazione, infine, non si disperde inutilmente, ma attraverso la rete fognaria raggiunge i depuratori cittadini e viene impiegata dai consorzi agricoli per l’irrigazione dei campi circostanti il centro urbano. Insomma, ci sono tanti buoni motivi per non declinare l’invito di un milanese a bere al Drago Verde. E ad essere presenti, giovedì 18 aprile alle ore 18, allo Urban Center di Milano…

11 Replies to “Allo Urban Center i racconti, i segreti e le curiosità delle fontanelle milanesi”

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    Ti offro da bere al Drago verde mi riporta ai tempi del Liceo… che nostalgia…
    E ancora oggi ripeto la stessa frase con i miei allievi poiché abbiamo la fortuna di averne uno davanti a scuola…
    Anche queste sono TRADIZIONI.
    S.R.

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